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Caciocavalloimpiccato a Heroes 2017

ottobre 10th, 2017 Posted by Esperienze, Formaggi, Non categorizzato, Tradizione No Comment yet

Bella gente, bella location, panorami mozzafiato…il tutto avvolto da un’esperienza indimenticabile dove tecnologia ed innovazione si incontrano ovvero ” Heroes meet in Maratea “.
Fra networking, formazione e divertimento non poteva mancare il nostro Caciocavalloimpiccato.
Ebbene sì, ancora una volta il gusto si è immerso nell’innovazione, nel nuovo modo di proporre e di diffondere la nostra tradizione, unendo antico col moderno in una rievocazione di atmosfere festose medioevali ed attuali attraverso i nostri racconti.

      

Un vissuto ancora attuale però, con la degustazione della nostra bruschetta e il caciocavallo sciolto ed impiccato sulla nostra sta.
Grazie Heroes per questa opportunità, per aver potuto incontrare e scambiare idee e conoscenze con persone fantastiche ed un grazie a tutti quelli che hanno apprezzato il nostro gourmet e concept.

E per rievocare quell’ atmosfera autunnale tipica lucana, quasi a non voler lasciare quella sensazione che c’era lì in quei giorni, di familiare, ” di focolare” che i nostri paesaggi e la nostra gente sà offrire, insieme alla nostra bruschetta vi proponiamo una ricetta tipica lucana:

Strascinati con cacioricotta e peperone crusco

INGREDIENTI 4 PERSONE
-400 gr strascinati
– Peperoni Cruschi “Don Geppino”
-Cacioricotta q.b.
-Olio evo lucano del Vulture. q.b.
– sale qb

PROCEDIMENTO

Il procedimento per fare gli strascinati:
– 400g circa di farina di grano duro ( o un pugno  formato con le mani a persona come faceva la nonna)
– acqua quanto basta ad ottenere un impasto morbido

Mettete su di una spianatoia la farina, create uno spazio al centro e man mano aggiungete acqua fino ad ottenere la consistenza voluta, impastate e lasciate riposare la pasta per un po’ avendo cura di coprirla.
Dividetela man mano in panetti  da cui ricaverete dei cilindri.
Da questi tagliate degli gnocchetti lunghi circa tre dita ravvicinate e con le stesse dita “trascinateli” sulla spianatoia x cavarli.

Per il condimento

Versate abbondante olio evo in una padella e appena l’olio giunge a temperatura friggete uno spicchio d’aglio poi spegnete il gas ed ancora ad olio caldo ma non troppo, aggiungete parte dei nostri peperoni già pronti, il resto lo metterete sul piatto pronto. Intanto cuocete gli strascinati in abbondante acqua salata . Dopo averli scolati mantecateli con il composto preparato in precedenza e spolverate con del cacioricotta. Gli strascinati  sono pronti per essere serviti.

 

Diario di
 un caciocavallo impiccato

dicembre 15th, 2016 Posted by Esperienze, Formaggi, Non categorizzato, Tradizione No Comment yet

Ero rimasto solo io a Milano quell’estate. Un pugno di auto parcheggiate sotto casa e il mio vicino cinese che usciva ed entrava dall’appartamento al di là del pianerottolo ai soliti orari. Quell’anno avevo tirato dritto fino all’ultima settimana di agosto: ancora un sito web da sistemare, qualche soldo in più da risparmiare e il piacere di godermi la quiete calda della città quasi deserta prima della partenza per il grande viaggio. Destinazione: Cappadocia.

Diario-Viaggio-Caciocavallo Impiccato, Sud Italia

È successo però quello che capita a tutti una volta nella vita o negli incubi peggiori. Lo zaino gonfio pronto sul divano in posizione orizzontale, in mano il passaporto e quell’indugiare nel non sapere in quale tasca infilarlo. Il cellulare ha squillato e dall’altra parte una voce di donna mi annunciava in inglese che No, il mio aereo per la Turchia non avrebbe mai lasciato il suolo italiano quella mattina a causa di violente manifestazioni di dissenso popolare succedutesi nei principali centri urbani del Paese. I am so sorry.

Fine del viaggio più breve che abbia mai intrapreso, dunque: dal letto sfatto al divano di casa mia e in lontananza solo il miraggio di un rimborso a 60 giorni del costo del biglietto. Che fare adesso? In piedi a fissare lo zaino, la più preziosa reliquia ormai profanata, il passaporto stretto in una mano sudata, il cellulare ha vibrato nell’altra. Mittente: Luca. Messaggio: “Allora, ti conto tra gli ospiti il prossimo weekend? Fammi sapere quanto prima che avviso mia madre”.

Io e Luca abbiamo studiato insieme al Politecnico. Poi lui è tornato a Pignola, un paesino della Lucania, per sposare Luisa, la fidanzata di sempre, e vivere felice e contento. Erano giorni che mi cercava via email e al telefono per propormi di festeggiare i 10 anni dalla laurea e adesso il destino aveva deciso per noi.

Basilicata stiamo arrivando…

No Turchia e sì alla Basilicata. In mezzo a tanta improvvisazione, un’unica certezza: Bla Bla Car, soluzione lenta e low cost, la preghiera di capitare con dei compagni di viaggio che non parlino né troppo né poco e il conducente che …

Il conducente si chiama Saverio, meridionale doc, ha gli occhi sognanti e il sorriso disteso di chi sa chi è in ogni posto e situazione. È vulcanico, ama la musica e una lista infinita di cose, persone, ideali e cibo, in particolare mi parla del Caciocavallo Impiccato, una tradizione delle sue parti e presto un progetto da lanciare, un mondo di valori e sapori che una volta assaggiato non si scorda più.
 E giù di racconta straordinari di aneddoti, antiche usanze e costumi per tutta la durata del viaggio culminati in un invito a una sosta di un giorno a casa sua per assistere e godere del rito dell’impiccagione e celebrare come si deve l’inizio delle meritate vacanze estive.

Così io, Luca, Luisa e tutta la famiglia di Saverio compresi vecchi e bambini ci ritroviamo carichi di cibo per un picnic nel bosco. Con cura Saverio ha scelto un angolo e allestito la scena. La brace fumava piano e appeso a un ramo basso di quercia giaceva lui, il Caciocavallo: tondo, genuino e saporito, pronto a sciogliersi come nessun altro formaggio. Tutto intorno: un coro di voci urla “impicchiamolo”, l’allegria della festa tra giovani entusiasti e anziani cantastorie, il piacere di ritrovarsi, la musica di un tempo andato e di un presente che, in fondo, non è poi tanto male.

Ripensando al Caciocavallo Impiccato…

Due settimane dopo, disteso sul divano di casa mia, ero ancora avvolto nella magia di quella terra e dal profumo del Caciocavallo Impiccato. Ho chiamato allora Saverio per dirgli ancora grazie e saperne di più di quel progetto strampalato di far rivivere al mondo l’esperienza dell’Impiccagione anche a casa propria.

Dopo due giorni, il corriere mi ha consegnato una scatola con dentro un’asta per impiccare un profumatissimo caciocavallo dolce, insieme a del miele, tartufo, peperone crusco fritto e una bottiglia di Aglianico DOC.

La domenica dopo Carla una amica fotografa, Alberto un collega e la sua ragazza Sandra giornalista, erano ospiti da me. Insieme abbiamo messo in scena il rito antico del Caciocavallo Impiccato sciogliendolo su una fragrante bruschetta. A turno abbiamo evocato storie e paesaggi lontani e convenuto su un punto: è incredibile quanto può accadere da un imprevisto apparentemente negativo se solo decidiamo di farci sorprendere dalla vita.